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31/12/2021

Venire a vivere in Francia: Ecco alcune informazioni utili

Venire a vivere in Francia : l’abc per espatriare in tutta tranquillità

Tra tutti i popoli che sono venuti ad installarsi in Francia e particolarmente a Marsiglia, ve ne sono taluni più di altri che hanno senza dubbio seganto la storia della città e della sua popolazione: è il caso del popolo italiano.

Invero, i nativi della penisola sono stati sempre presenti a Marsiglia, che sia stato in maniera permanente o solo temporanea, attraverso le attività marittime, commerciali, ma anche grazie alla presenza di operai, artigiani o paesani che venivano, da secoli, a cercare lavoro nella città. Già durante il XVIIIe, le persone originarie principalmente del Nord Italia, ma essenzialmente delle Liguria, rappresentavano 5/6 % della popolazione marsigliese.Tra la fine del XIXesimo secolo e gli anni 60 del 900’, gli italiani costituivano la comunità straniera più numerosa di Francia. Certo, l’integrazione è stata più turbolenta di quanto si pensi, ma oggi, questa immigrazione e i suoi discendenti si sono amalgamati nel contesto sociale. Ai giorni nostri, gli scambi tra Francia e Italia sono fitti così come nel passato. Molti sono gli italiani che decidono di venire ad abitatre in Francia a medio o lungo termine. La Francia costituisce la seconda destinazione scelta dagli studenti, dopo la Spagna e prima della Germania e della Gran bretagna. Questo trend è stabile dal 1997. Gli studenti italiani rappresentano difatti il 14,1% dei giovani accolti in Francia nel quadro del programma Erasmus. Se poi, agli inizi del 900’ quella italiana era stata una’immigrazione costituità per lo più da contadini ed operai, a partire dagli anni del boom economico cominciarono a spostarsi anche professionisti ed imprenditori.

La Francia continua tutt’oggi ad accogliere operatori italiani del settore della ristorazione ma non solo, molti sono infatti coloro che cercano fortuna oltr’alpe. Infine, l’intensità delle relazioni economiche tra Francia e Italia favorisce certamente gli scambi commerciali e culturali. Cosa accade allora quando uno studente o un lavoratore o ancora un turista decidono di installarsi o prolungare la loro permanenza in Francia?

Ecco le principali procedure amministrative che un cittadino italiano deve svolgere per stabilirsi in Francia.

Trovare un alloggio

Sarà possibile trovare un alloggio grazie alla vostra rete di conoscenza ma anche consultando gli annunci cartacei o i siti internet specializzati, utilizzando i servizi di una delle svariate agenzie immobiliari (che organizzano visite e successivamente redigono i contratti di locazione). Se affitterete un alloggio tramite un'agenzia immobiliare, quest'ultima vi addebiterà i costi dei suoi compensi; generalmente i costi si aggirano attorno a un mese di affitto. In Francia esistono anche degli alloggi sociali in affitto, destinati a persone con risorse modeste (tali risorse sono determinate da un massimale di reddito). La domanda di un alloggio sociale o di un'abitazione ad affitto moderato (HLM) è da fare, nella maggior parte dei casi, in municipio. Per richiedere un alloggio sociale, è necessario compilare un modello fornito dal Governo che vi permetterà di effettuare la ricerca in più comuni. Questa ricerca può essere effettuata presso le agenzie HLM del dipartimento in cui si desidera risiedere, o presso il municipio della città in cui si desidera vivere. È inoltre possibile effettuare una richiesta direttamente online. La registrazione della domanda non equivale al rilascio di un alloggio sociale. L'assegnazione di un alloggio sociale è decisa da una commissione di assegnazione in funzione delle vostre risorse e della vostra situazione sociale. Il tempo di attesa per ottenere un alloggio è molto variabile a seconda dei territori (da alcune settimane a diversi anni).

Per poter affittare un alloggio e installarvi, è necessario:

  • In ogni caso, firmare un contratto di locazione o di affitto, che stabilista prima di tutto l’importo del canone.

Il contratto di affitto è, generalmente, concluso per una durata di 3 o 6 anni, rinnovabile tacitamente;

  • Versare al proprietario un deposito cauzionale, che viene solitamente restituito un mese dopo la vostra partenza;
  • Avvalersi di una cauzione con la quale una terza persona s'impegna a pagare i canoni in caso di inadempienza da parte vostra. Questa cauzione non è obbligatoria, ma è richiesta da molti proprietari;
  • Redigere un inventario dei luoghi per constatare, con il proprietario o il suo rappresentante, lo stato in cui si trova l'alloggio al momento della firma del contratto;
  • Se poi desiderate lasciare l'alloggio affittato, dovrete:

inviare al proprietario un preavviso per informarlo della partenza. Il periodo di preavviso varia a seconda della vostra situazione personale (da 1 a 3 mesi in anticipo) ed effettuare un inventario dei luoghi. Se non viene rilevato alcun danno, il deposito di garanzia, versato al momento della firma del contratto d'affitto, vi sarà restituito integralmente;                  

  • Oltre all’affitto, il locatario deve pagare altre spese legate all’alloggio:

le spese che fanno capo al conduttore sono: acqua fredda e calda, energia elettrica, riscaldamento, telefono, rifiuti domestici, assicurazione dell'alloggio, tassa sull’alloggio; alcune di queste spese possono essere incluse nell'importo dell'affitto.

  • Prima di firmare il contratto di affitto, assicuratevi:
  • di aver identificato la totalità delle spese da pagare,
  • dello stato sanitario dell’alloggio,
  • che questo sia conforme alle vostre esigenze.

Trovare un lavoro

Vi sono diverse possibilità per accedere a un posto di lavoro: 

  • Come lavoratore dipendente: vi può essere proposto di firmare un contratto a tempo indeterminato (CDI), un contratto a tempo determinato (CDD), o di iscrivervi a un'agenzia di lavoro interinale (offerte di lavoro temporanee che soddisfano esigenze specifiche dei datori di lavoro);
  • Come lavoratore indipendente invece, potrete creare la vostra azienda o dare corso a una attività di commercio.

Spetta a voi adottare le misure necessarie per la vostra ricerca di lavoro.

A tal fine, potete fare riferimento alla vostra rete personale (famiglia, amici, conoscenti) e alle reti sociali professionali esistenti che vi aiuteranno a valorizzare il vostro percorso professionale e a sviluppare i vostri contatti.

Potete avvicinarvi al Polo Occupazione (Pôle Emploi), incaricato dell'accoglienza, dell'informazione, dell'orientamento e dell'accompagnamento delle persone in cerca di occupazione o di formazione. Potete anche avvicinarvi ad una missione locale, se avete meno di 26 anni, o ad un «Cap emploi» se siete in una situazione di disabilità.

Prima di procedere alla ricerca di un lavoro, è opportuno predisporre tutti i documenti utili: curriculum vitae (CV), lettera di motivazione, diplomi, attestati dei datori di lavoro, ecc. 

L'iscrizione a Pôle Emploi avviene esclusivamente via internet. In caso di difficoltà materiale o tecnica (non si dispone di un computer, non si sa come compilare il file), si può contattare telefonicamente Pôle Emploi o recarsi al servizio Pôle Emploi più vicino a casa. 


Le offerte di lavoro sul sito Internet di Pôle Emploi sono consultabili senza registrazione preliminare. 
Potete anche iscrivervi ad agenzie di lavoro interinale che possono offrirvi incarichi di lavoro temporaneo.

Aprire un conto in banca

Per stabilirsi in Francia, l'apertura di un conto bancario è spesso una condizione sine qua non. Infatti, se alcune operazioni possono eventualmente essere effettuate tramite un conto estero, questa soluzione non è né pratica né economica.

Qualunque sia la vostra nazionalità, l'apertura di un conto bancario in Francia richiede di fornire:

  • Un documento d'identità: carta di identità, passaporto, visto o permesso di soggiorno;
  • Un documento che attesti il vostro domicilio: ricevuta di affitto, fattura, attestato di alloggio;
  • Una firma.

Iscriversi alla CAF

A patto di soddisfare alcuni criteri, come quello di un soggiorno regolare e di risorse insufficienti, è possibile beneficiare di un aiuto per il pagamento dell’alloggio (Aiuto personalizzato per l'alloggio o indennità di alloggio) versata dalle Cassa delle indennità familiari (CAF). L'importo varia in funzione di diversi criteri, tra cui appuntole risorse, il numero di persone che vivono nella casa o il luogo di abitazione.

Per tutte le richieste di prestazioni presso la CAF, è necessario compilare un modulo di dichiarazione; infatti, affinché la vostra iscrizione alla CAF sia convalidata, occorre che questo modulo sia depositato presso la vostra Cassa Indennità Familiari più vicina e che quest'ultima sia convalidata. Solo una volta superata questa tappa, il beneficiario sarà iscritto.

Sottoscrivere un’assicurazione sanitaria

 L’assicurazione sanitaria si basa sul principio della solidarietà nazionale, secondo cui le persone assicurate in buona salute aiutano a finanziare l’assistenza alle persone malate.
L'iscrizione all'assicurazione sanitaria è obbligatoria per tutti i lavoratori o residenti
in Francia in modo regolare e stabile.

È indispensabile per farsi curare.

Per iscriversi, bisogna recarsi alla cassa primaria dell’assicurazione sanitaria (CPAM)
del dipartimento in cui si risiede (sia nel caso in cui si sia un lavoratore dipendente, sia nel caso in cui non si abbia mai esercitato un'attività professionale in Francia). I figli minorenni sono in linea di principio ricondotti all’assicurazione dei propri genitori.

Secondo la vostra situazione, sarete affiliati ad uno specifico regime dell’assicurazione sanitaria.

La protezione sanitaria universale (PUMA) garantisce a chiunque lavori o risieda in Francia in modo stabile e regolare un diritto all'assunzione delle sue spese sanitarie a titolo personale e in modo continuo per tutta la vita.

  • La dichiarazione di un medico curante per il rimborso delle cure

Dovete indicare alla vostra cassa primaria di assicurazione sanitaria il nome del medico che
avete scelto per assicurare il vostro controllo medico (medico curante) e per essere meglio
rimborsato.

  • La sottoscrizione di un'assicurazione sanitaria complementare o di una mutua

È possibile sottoscrivere un'assicurazione sanitaria privata complementare che si prende cura di tutte o parte delle spese (medicina, medicinali, ospedalizzazione, cure) che l'Assicurazione sanitaria non rimborsa. Questa procedura non è obbligatoria, ma è raccomandata. Per stipulare un'assicurazione sanitaria complementare, è imperativo essere già affiliato l'Assicurazione sanitaria.

Questa assicurazione complementare è a pagamento.

In funzione delle risorse, è possibile beneficiare di una copertura complementare
gratuita (la copertura malattia universale complementare - CMU-c) o di un aiuto al
pagamento di un'integrazione sanitaria (ACS) per ridurne i costi.

Iscriversi all’AIRE

Ai sensi della legge 27 ottobre 1988 numero 470, il cittadino italiano che stabilisce la propria residenza all'estero, per rimanervi per un periodo superiore a 12 mesi è tenuto a iscriversi all'A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) tramite una dichiarazione. 

L'interessato deve far pervenire tale dichiarazione al Consolato territorialmente competente entro i primi 90 giorni dall'arrivo nella circoscrizione consolare.

L'iscrizione all'A.I.R.E. è quindi un obbligo legale che riguarda unicamente i cittadini italiani e rappresenta la condizione preliminare per il godimento di taluni servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all'estero nonché per la possibilità di esercitare diritti importanti come ad esempio:

• Votare per corrispondenza dal paese di residenza in occasione delle elezioni legislative e dei referendum; e votare nei seggi aperti dalla rete diplomatica-consolare nei paesi dell'U.E. in occasione delle elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo;

• ottenere il rilascio o il rinnovo di documenti d'identità e di viaggio, nonché il rilascio di certificati e attestati.

L'iscrizione all'A.I.R.E. riguarda esclusivamente i rapporti tra il cittadino italiano e lo Stato italiano. Infatti, il cittadino italiano non ha l'obbligo di dichiarare la sua presenza presso l'amministrazione francese, poiché in Francia non esiste un equivalente del registro di stato civile italiano. In quanto cittadini europei, i cittadini italiani possono iscriversi nelle liste elettorali del loro Comune di residenza in Francia per votare in occasione delle elezioni amministrative locali.

Per eventuali informazioni restiamo a vostra disposizione  potete scriverci a labella-italia@orange.fr

24/12/2021

Le tradizioni natalizie italiane più belle: scopri il Natale da Nord a Sud!

 

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La nostra Italia è ricca di storia e tradizione, soprattutto durante le feste di Natale ogni regione di Italia ha il proprio modo di celebrarlo! La Nostra associazione Label'Italia  legata alla Cultura e le Tradizioni del nostro paese si propone  in queste righe di parlarvene. Domani è Natale , ancora un Natale particolare,distanziato ,mascherato dovuto alle restrizioni per difenderci da questa Pandemia del Covid 19 che ci sconvolge,ci rattrista,ci fragilizza, ci separa, e da qualche giorno la sua atmosfera incantata si è diffusa in ogni angolodel mondo cristiano: dalle case, alle strade, le lucine, gli alberi colorati e i pacchetti regalo ci ricordano che in questo determinato perdiodo siamo o vogliamo essere tutti più buoni. La festa più importante dell’anno porta con sé consuetudini e tradizioni che si ripetono ogni anno da secoli, trasmesse da madre in figlio fino ai giorni nostri. Ma vi siete mai chiesti quali siano le tradizioni di ogni regione del nostro bel paese? Ripercorriamo idealmente lo stivale e scopriamole insieme!

Italia del Nord :  La  Lombardia è sinonimo di Panettone e Panettone è sinonimo di Natale, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. La leggenda racconta che questo dolce sia nato casualmente, senza la ricerca di una ricetta elaborata o di ingredienti particolari; sembra che il garzone di un fornaio, per rendere il pane più sostanzioso visto il freddo invernale e la scarsità di cibo, decise di arricchirlo aggiungendo uova, burro e frutta candita, regalando così al mondo un dolce che con i secoli diventerà uno dei simboli più conosciuti delle festività. In Veneto invece esiste una tradizione davvero particolare: a Verona infatti i regali non li porta Babbo Natale, ma Santa Lucia. Si narra infatti che durante le festività dell’anno 1200, in città si diffuse una sorta di epidemia che colpiva sopratutto la vista dei bambini e che, per scongiurarla, le mamme devote decisero di portare i loro figli in pellegrinaggio a piedi nudi per chiedere la grazia a Santa Lucia, da sempre santa protettrice dei non vedenti. Per convincere i piccoli a mettersi in marcia nonostante il freddo, promisero ai bimbi che al loro ritorno la Santa avrebbe fatto trovare loro dei doni di ringraziamento. Da allora la notte tra il 12 ed il 13 dicembre i bambini di Verona attendono che Santa Lucia porti loro dei doni in groppa ad un asinello.In Trentino Alto Adige, il periodo dell’avvento è davvero molto sentito: a parte i caratteristici mercatini di Natale che nascono dalla tradizione popolare di scambiarsi doni artigianali, fatti a mano anziché comprati, c’è una consuetidine particolare, quella della Corona dell’Avvento. Ogni famiglia realizza una corona intrecciando rami di abete e nastri rossi di seta; su di essa vengono inserite quattro candele ed ogni domenica precedente al 25 dicembre, le famiglie si ritrovano intorno al tavolo per accenderne una insieme aspettando il giorno di Natale.In Piemonte invece, nonostante non sia molto noto, c’è una forte tradizione legata al Presepe che va oltre le più comuni consuetudini legate a questo simbolo indiscusso del Natale. In questa splendida regione infatti, c’è un protagonista del Presepe molto caratteristico: il suo nome è Gelindo e la leggenda narra che sia stato il primo pastore a giungere alla capanna della Natività per omaggiare Gesù Bambino. In suo onore, ogni anno si svolge la Sfilata dei Pastori, o Pastour come dicono in dialetto che rendono grazia al neonato Gesù con dei canti in dialetto alessaendrino.Nel centro ItaliaPer quanto riguarda le tradizioni natalizie del Lazio bisognerebbe scrivere un articola a parte. La presenza del Pontefice nella capitale infatti rende il Natale più solenne rispetto a qualsiasi altra città d’Italia. A Roma i festeggiamenti iniziano l’8 dicembre, quando il Papa raggiunge a piedi Piazza di Spagna per portare dei fiori alla statua della Madonna che si trova di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti seguito da un fiume di romani e turisti che assistono con coinvolgimento al rito. Il 24 dicembre poi si svolge la classica messa di mezzanotte in Vaticano e a seguire, la mattina del 25 il Papa diffonde il messaggio pastorale affacciandosi dalla finestra sul sagrato di San Pietro. Nelle Marche a Natale si riempiono di mercatini tipici, il più folkloristico sicuramente quello conosciuto come la Candelara; in un piccolo borgo nel pesarese viene allestita una fiera dedicata esclusivamente alle candele e, per l’occasione, in paese vengono spente tutte le luci artificiali ed accese milioni di candele per creare una magica atmosfera davvero suggestiva.In Toscana le tradizioni natalizie sono molto legate all’elemento del fuoco, nell’accezione di portatore di luce e calore. In un paesino in provincia di Lucca si svolge uno dei riti più particolari della regione, quello dei Natalecci: si tratta di imponenti costruzioni fatte con i rami e gli arbusti ricavati dalla pulitura del sottobosco durante l’autunno, che superano anche i 10 metri. Secondo la tradizioni, i Natalicci vengono arsi il giorno della Vigilia e bruciano per tutta la notte illuminando la strada al Bambino Gesù.Tra le tradizioni natalizie del Molise spicca fra tutte quella della Faglia di Oratino, un borgo medievale perfettamente consevato. Qui viene costruito un cero fatto di rami secchi e canne altro circa 15 metri, che viene portato a spalla da 40 persone del luogo fino alla chiesa più importante del paese, dove viene bruciato per tutta la notte della Vigilia. La mattina di Natale poi le persone si ritrovano nella piazza per raccogliere i resti dell’enorme falò e conservali come augurio di felicità e prosperità per l’anno nuovo.Nell'Italia del Sud in Campania ed in particolare la splendida Napoli è famosa nel mondo per la tradizione dei presepi, tanto che in città esiste una via "San Gregorio Armeno" piena di botteghe di artigiani che, per tutto l’anno, realizzano e vendono le statuine tipiche della scena della Natività, ma anche ironiche rappresentazioni di personaggi della politica e dello spettacolo che durante l’anno si sono distinti non solo positivamente. Il sacro ed il profano quindi si mescolano ed ogni famiglia napoletana, anche la meno religiosa, non rinuncia a realizzare un presepe del tutto personalizzato che deve essere finito rigorosamente prima della cena della Vigilia. A Salerno poi, ogni anno si rinnova la tradizione delle famose Luci d’Artista: la città si illumina con delle elaborate decorazioni di luminarie che vengono realizzate seguendo un tema ben preciso che cambia ogni anno, creando uno spettacolo luminoso davvero suggestivo.In Puglia il Natale è gastronomia, mercati e presepi. A Lecce ogni anno all’interno del meraviglioso anfiteatro romano viene realizzato uno splendido presepe monumentale in cui vengono ricreati i tipici ambienti rurali del Salento con gli ulivi, i muretti di mattoni bianchi e le rappresentazioni gli antichi mestieri che vengono raffiguranti con statue in gesso e cartapesta. Sempre a Lecce si svolge poi la classica Fiera di Santa Lucia dove, oltre alle classiche bacarelle che offrono i deliziosi prodotti tipici regionali, molti artigiani locali mettono in mostra i propri presepi realizzati rigorosamente a mano.In Calabria Natale è servito a tavola! La tradizione infatti ruota tutta intorno al cenone della Vigilia che è il frutto della collaborazione di tutta la famiglia e anche dei vicini di casa, per sottolineare lo spirito aggregativo di queste festività. In alcune località il cenone deve essere costituito di 13 portate, come i 12 apostoli con il Cristo, mentre in altre solo di 9, come i mesi di gravidanza in ricordo di quella della Vergine Maria. In nessuna tavola però può mancare il classico pane di Natale che i calabresi chiamano u Natalisi: secondo la leggenda sono i cari defunti a preparare questo pane per simboleggiare la loro presenza ai festeggiamenti in famiglia.Nelle isole in Sicilia rimane difficile immaginare i classici paesaggi tipici invernali che caratterizzano il periodo delle festività, ma anche in questa splendida terra baciata dal sole il Natale arriva con tutte le sue tradizioni. Tutto ha inizio l’8 dicembre quando le strade e le case si vestono a festa e proseguono con le celebrazioni in onore di Santa Lucia, molto cara agli isolani e patrona della città di Siracusa. Famosi sono i canti natalizi, le cosiddette Novene che gli zampognari intonano in dialetto animando le strade della città, ma anche i presepi viventi. Il più suggestivo sicuramente quello di Custonaci, in provincia di Trapani, che prende vita all’interno di una grotta naturale affacciata sul mare. Una tradizione tutta siciliana è quella del gioco della Zecchinetta, un antico gioco di carte che la leggenda vuole sia stato inventato dai lanzichenecchi nel sedicesimo secolo; originariamente era accessibile solo agli uomini, mentre oggi sono ammesse ovviamente anche le donne ed ogni partita si conclude tra le risate e l’entusiasmo generale quando il banco paga i vincitori.In Sardegna, il Natale è sinonimo di riunione, di condivisione e di famiglia; in passato infatti durante le festività i pastori rientravano a casa dalle montagne per riunirsi finalmente alla propria famiglia, solitamente intorno al fuoco del camino che per l’occasione veniva rimbiancato e decorato. Oggi sono ancora numerose le tradizioni particolari che si tramandano da secoli, una su tutte quella del “Signum Judicii” o “Señal del Judici”: nella cattedrale di Alghero, la notte dellla Vigilia, i fedeli intonano questo antico canto medievale in catalano, una sorta di invocazione del Bambino Gesù con la chiesa completamente al buio. Solo alla fine del canto, quando secondo la credenza lo Spirito Santo arriva tra i fedeli, la cattedrale viene illuminata improvvisamente a giorno. Altra usanza tipica del periodo delle festività è quella della “ Sa Candelaria” che si svolge il 31 dicembre; a partire dal mattino i bambini bussano di porta in porta chiedendo il pane (preparato proprio per quest’occasione e conosciuto come cocones), la frutta, i dolciumi e qualche moneta ponendo sempre la stessa domada: “a nolla dazes sa candelaria?” ( “ci date la candelarìa?”). Si conclude così questo  nostro viaggio ideale alla scoperta delle tradizioni natalizie del nostro Bel Paese. Se avete da suggerirci qualche altra consuetudine o semplicemente raccontarci quali sono le usanze tipiche della vostra città o del vostro paese,potete scriverci a labella-italia@orange.fr  saremmo davvero curiosi di scoprirle!

Buon Natale e tanta pace ed amore nei vostri cuori.

Label'Italia"Culture&Traditions d'Italie en Provence"